giovedì 6 marzo 2014
domenica 26 gennaio 2014
Papa Francesco e le donne, l'atto di coraggio
"Più spazio alle donne nella Chiesa e nella società" dice Papa Francesco. Dai Francesco, ci sei vicino, stavi per dirlo, tu puoi dirlo: anche le donne possono diventare preti.
mercoledì 21 marzo 2012
Gay malati e La Russa da curare
“Nella maggior parte dei casi i gay sono malati. E’ una malattia da cui si può uscire, si può essere curati...”. A pronunciare queste “illuminanti” parole, è stato un certo Romano Maria La Russa, fratello del più noto Ignazio, salito agli onori della cronaca perché indagato per finanziamento illecito ai partiti.
Clicca sul video per vedere una carellata di celebri gay
Romano Maria del Pdl, dal 19 marzo 2012 indagato per l'affare ALER - ente gestore delle case popolari - (leggi finanziamenti illeciti ai partiti), è l’attuale Assessore alla sicurezza nella Giunta Formigoni. Da non credersi, ma è così. Assessore proprio alla sicurezza! Pare che La Russa abbia ricevuto contributi elettorali illegali per le Regionali del 2010 e le Provinciali di Vercelli del 2011. Ovviamente, giusto per far rimanere tutto in famiglia, con Romano La Russa è indagato il genero Marco Osnato, guarda caso, anche lui del Pdl.
Ma il meglio di sé, l’assessore pidiellino lo ha dato nel programma in onda su Radio 24 La Zanzara: "I gay sono malati, però si può guarire con un po' di fortuna e grazie ai medici, agli psicologi…". Ha anche aggiunto: "Due omosessuali che si baciano per strada mi danno fastidio, lo facciano a casa loro... ”, giusto scimmiottare Giovanardi, un altro “illuminato” che siede sugli scranni del nostro Parlamento. Poi, facendo il simpatico, si è rivolto ai conduttori dicendo: “Ragazzi io sono fatto all’antica, che volete farci? Molti gay lo fanno per esternare e far vedere che sono superiori, che sono dalla parte della ragione e noi poveri eterosessuali siamo di una razza inferiore. Ma non è così”. E, in un crescendo rossiniano, il suo sermone ha raggiunto l’apoteosi, allorquando ha cominciato a parlare di lobby gay: "Altroché se esiste. E’ una specie di setta, di massoneria. Si aiutano tra di loro. Come una comunità, ma non ci trovo niente di strano. Certo oggi hanno questa tendenza a travalicare, a esagerare. Come sfilare in piazza e far vedere che loro possono qualsiasi cosa...".
Quanto ha detto questo degno rappresentante del Pdl, si commenta da solo. Solo una domanda: ma se i gay si possono curare grazie a medici e psicologi, l’ignoranza e la demenza con quali rimedi efficaci si possono combattere?
Al signor La Russa vorremmo solo ricordare che se alla legge è affidato il compito di stabilire se è colpevole o innocente, a noi è dato quello di esprimere un giudizio sul suo fare e dire. Con le parole comunichiamo i pensieri che la nostra mente formula: esse, quindi, diventano il termometro della nostra intelligenza e della nostra cultura. E qui lascio ai lettori il compito di indovinare quanto può segnare questo termometro nel caso di La Russa, Giovanardi & Co.
Tranne i rappresentanti del Pdl e ovviamente la Chiesa, ormai in ogni angolo del nostro Pianeta tutti sanno (OMS inclusa) che la favola del “gay malato” è una delle più grosse bufale della storia. Una bufala che fa sempre comodo tirare fuori quando si vuole distrarre l’attenzione e non parlare della trave enorme conficcata nei propri occhi.
In ogni caso, vorremmo invitare La Russa e compagnucci di merenda a leggere un po’ del nostro passato e del nostro presente per meglio comprendere quanto hanno saputo, e sanno, regalare al mondo molti gay di ieri, di oggi e anche di domani. Un po' di conoscenza in più, potrebbe aiutarli a comprendere che la genialità, la dignità, la sensibilità, lo spessore morale e culturale, non hanno nulla a che vedere con gli orientamente sessuali. Questo è un pensiero che sfiora solo chi è abituato a pensare con le parti basse del corpo. E giacché la nostra anatomia vuole che il pensiero alberghi nel cervello, sono quelli abituati a ragionare dalla cintola in giù ad aver urgente bisogno di cure, e non i gay.
giovedì 16 febbraio 2012
Sanremo e la farfalla impazzita
Alla ricerca delle mutande perdute! Il mondo va a rotoli, ma Sanremo è sempre Sanremo! Con il suo carico di polemiche, di scandaletti costruiti ad hoc, gara di audience e donne avvenenti che gareggiano a "vediamo chi mostra di più".
Oggi è Belen che, mostrando la sua maliziosa farfalla, fa fermare il mondo alla ricerca delle mutande perdute (a proposito, tranquillizzatevi, perché come si vede nella foto, le mutande c’erano); ieri era Valeria Marini che si presentava sul palco con e senza lingerie. Chi non ricorda il Festival del 1997 dove la Valeriona nazionale mostrava il suo “importante” lato B mentre un Chiambretti intraprendente le volteggiava sopra sollevandole scientemente il vestito?
Siamo un popolo di bacchettoni, questa è l’amara realtà. Bacchettoni noi che ogni anno, puntualmente, ci lasciamo prendere dal vortice sanremese e per una settimana non pensiamo ad altro. L’Italia è in recessione, il lavoro manca, in Grecia si muore? Che importa. Adesso c’è Sanremo! E con Sanremo ieri c’era Benigni, oggi c’è Celentano a sollevare un polverone mediatico che fa gioco a tutti. Fa gioco al Festival perché da questo trae linfa vitale, fa gioco alla Rai che, fingendo contrarietà, incassa il ricavato che uno share insolito del 50% porta nelle sue casse.
In particolare quest’anno lo show del molleggiato, paradossalmente, è tornato utile anche stampa cattolica, che mostrandosi "offesa", è ben felice di affollare le pagine dei giornali e la TV per spiegare quanto è "brava e bella" e soprattutto “utile”. E anche se la Chiesa pretende le scuse dal "re degli ignoranti", in fondo sta solo approfittando dell’occasione per fare un po’ di vittimismo che va bene sempre, ma va ancora meglio adesso, dopo la notizia che per lei è finita la pacchia dell’esenzione ICI.
Quella di Celentano era una provocazione. Solo i polli e i veri manipolatori della comunicazione potevano pensare che davvero intendesse dire che si devono “chiudere” i giornali. Una provocazione costruita ad arte in cui tutti non solo sono caduti, ma ci si sono buttati a pesce dando vita, come al solito, a quella "sagra dell’ipocrisia". Una sagra tricolore che alla fine porta utili a tutti, anche a chi pur non guadagnandoci nulla, almeno per qualche giorno può obliare i suoi problemi, indaffarato com’è a seguire la fiction "Celentano". Al momento c’è solo una cosa che ha priorità assoluta: sapere come andrà a finire. E il resto? Il resto, come il paradiso, può attendere.
E le canzoni? Puro optional. Un piacevole (o meno, secondo i gusti) corollario. Un riempitivo che serve ai cantanti per proporsi o presentare il loro ultimo lavoro e a noi per criticare il vincitore che, come da manuale, non è mai quello che avremmo scelto.
martedì 6 dicembre 2011
La Chiesa e il divino pizzo
Il lupo perde il pelo, ma non il vizio. Secoli fa la Basilica di San Pietro fu costruita con la vendita delle "indulgenze". In pratica, in cambio di una supposta "protezione divina" si estorcevano soldi ai malcapitati di turno terrorizzati da fantomatici roghi infernali. Nasceva così il "pizzo", strumento preso in prestito e reinventato, successivamente, dalla mafia!
Oggi per garantirsi la stessa "protezione" un po' meno divina, e un posto in paradiso (più terreno e meno celeste), non si chiedono più in cambio pochi spiccioli. I tempi cambiano, la chiesa si evolve e con lei anche le sue estorsioni che, diventando sempre più raffinate, si trasformano per miracolo in "divino pizzo" e "sante evasioni".
E così accade che per conquistare uno scranno in parlamento, si consente a uno stato straniero come il Vaticano di non pagare le tasse, e gli si concedono benefici con tutte le forme e in tutte le salse. In Italia, purtroppo, non si muove foglia che CEI non voglia! Questo è un dato inconfutable! Non a caso, da tempo immemore, i nostri "devoti" parlamentari per ottenere qualcosa pagano profumatamente, con i nostri soldi, ovviamente, il fio richiesto. Pensavamo che Monti potesse in qualche modo spezzare questa onerosa catena, invece...continua a leggere

